Prebiotici

I PREBIOTICI

Da tanto tempo si sente parlare di probiotici e di prebiotici, in questa sede parleremo di quest’ultimi; i prebiotici.
La prima tematica da approfondire è il loro significato terminologico; nel 1995 fu pubblicata la prima definizione: “ingrediente alimentare non digeribile che influenza positivamente la salute del consumatore stimolando selettivamente la crescita o l’attività di uno o di un limitato numero di batteri presenti nel colon, migliorando quindi la salute del consumatore“.
Dopo esattamente 13 anni ecco la nuova definizione “Componente alimentare che dà beneficio alla salute dell’ospite attraverso la modulazione del microbiota“.
In sintesi si può sostenere che si tratta di sostanze molto importanti che non siamo capaci di digerire, permettono e favoriscono la crescita di numerosi batteri molto importanti.
Nello specifico la loro funzione è quella di promuovere la proliferazione, e l’equilibrio della composizione batterica che va a formare l’ambiente intestinale. Sono particolarmente indicati in tutti quei casi in cui per stress, malattie, cattiva alimentazione, farmaci ecc il nostro intestino manifesta sofferenza.

Quali sono i prebiotici più importanti?
– Frutto-oligosaccaridi; oligosaccaridi formati da D-fruttosio e D-glucosio.
– Inuline; carboidrati che si ricavano dalla cicoria e del carciofo di Gerusalemme.
– Lattulosio; è un disaccaride formato da D-fruttosio e D-lattosio.
– Oligosaccaridi della soia; venduti in Giappone e negli USA.
– Xilo-oligosaccaridi; venduti in Giappone, si stanno diffondendo anche in America.

Ma in quali alimenti, dunque in natura, dove li possiamo trovare?
Ad esempio nella farina di frumento, nei fagioli, nelle banane, nel miele, nel germe di grano, nell’aglio, nella cipolla, e nei porri. Non tutti possono però fare uso di alimenti particolarmente ricchi di prebiotici o di probiotici in modo diretto ad esempio tutti coloro che soffrono di colon irritabile, soggetti intolleranti al lattosio. In linea di massima è sempre meglio affidarsi ai consigli del proprio medico prima del “fai da te”, che spesso provocano poi problemi collaterali anche di una certa entità.

Articolo a cura della Dott.ssa Alessandra Mallarino
Dietista e Pedagogista