Visita all’AURORA

Visita all’AURORA

Scrivere, trascrivere, riscrivere…
Fare così un salto nel passato…
Nei primi banchi di scuola…
L’odore dell’inchiostro, il pennino che scorre sulla carta…
Un inciampo, un piccolo punto di blu, un fiore di campo sulla pagina.
È così, che lungo un pomeriggio di giugno, con il gruppo di amici dell’associazione “FormEduca” si visita l’ Officina della Scrittura della Manifattura Aurora.
E lei, la mitica “Aurora”, la penna stilografica della nostra infanzia, riaffiora oltre il ricordo.
La visita nell’Azienda è una vera passeggiata lungo la Storia.
Vedere nascere – con lavorazioni del tutto manuali – le varie parti che compongono la stilografica è davvero un salto nel tempo. In particolar modo per chi (come me) ha avuto un trascorso professionale nell’industria manufatturiera metalmeccanica, dove un prodotto nasceva dalla progettazione passando poi attraverso le varie fasi di realizzazione sino alla produzione in serie, collaudo, imballaggio e spedizione. Alle pareti, vecchie fotografie ci riportano nel passato, fanno da contrappunto al moderno edificio aziendale.
E che dire, di questo museo, delle varie locandine pubblicitarie che hanno accompagnato i nostri timidi passi (insieme ai nonni o con genitori) nelle cartolerie ad acquistare “la prima stilografica”.
Lungo il percorso prende forma e affiora una domanda.
Ha ancora senso, al giorno d’oggi, usare la penna stilografica?
Sì, perché ci riporta ad una dolce manualità che ci consente di far ordine ed esposizione del pensiero. Ci fa scorrere la nostra calligrafia sull’immediatezza della pagina, in attesa di trasferire il nostro scritto in veste più rigorosa sui font del computer.
Con la stilografica mappiamo dei segni sulla carta con una gestualità del nostro agire, del nostro scrivere.
Disegniamo così i nostri pensieri sulla carta.

a cura di Rinaldo Ambrosia

Si ringrazia l’azienda Aurora per l’autorizzazione a pubblicare le fotografie.

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